期刊名称:RIVISTA DI PSICHIATRIA
期刊简介(About the journal)
投稿须知(Instructions to Authors)
编辑部信息(Editorial Board)
About the journal

Gli interessi della rivista riguardano l’approfondimento delle interazioni tra mente e malattia, la validazione e la discussione dei nuovi strumenti e parametri di classificazione diagnostica, la verifica delle prospettive terapeutiche farmacologiche e non. Il periodico è recensito nelle più importanti basi di dati internazionali di settore: Journal Citation Report/Social Sciences Edition, Science Citation Index Expanded (SciSearch®),Social Sciences Citation Index®, Social SciSearch®, EMBASE/Excerpta Medica, Psychological Abstracts, PsycInfo, PsycAlert,Mental Health Abstracts/Dialog,Institute of Scientific Information CSI, Biosis Database, Faxon Finder, Faxon Xpress,Lettera (Istituto Mario Negri)
Primo numero disponibile: 1/2009
Esaurito: 2/2009
Instructions to Authors
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La Rivista pubblica contributi originali, in lingua italiana e inglese, nelle sue sezioni: a) rassegne; b) articoli originali; c) casi clinici; d) comunicazioni brevi.
Rassegne
Sono considerate per la pubblicazione rassegne su temi specifici purché abbiano le caratteristiche della completezza, siano centrate su argomenti di attualità e apportino un contributo nuovo e originale alla conoscenza dellâ argomento.
Articoli originali
Vengono pubblicati articoli di carattere clinico e/o sperimentale attinenti a soggetti di interesse psichiatrico. Non vengono pubblicati studi che non siano conformi ai requisiti metodologici, clinico-sperimentali e statistici accettati dalle riviste internazionali del settore. La presentazione dei dati degli articoli originali dovrà essere conforme alla metodologia di esposizione accettata nelle riviste di psichiatria a diffusione internazionale (es.: Archives of General Psychiatry, American Journal of Psychiatry, British Journal of Psychiatry e analoghi). La lunghezza consigliata à di 20 cartelle (1800 battute a cartella, spazi inclusi) dattiloscritte, escluse figure, tabelle e bibliografia. Tabelle e figure dovranno essere ridotte all essenziale al fine di rendere comprensibile il testo.
Casi clinici
La Rivista pubblica articoli sotto forma di casi singoli di lunghezza non superiore a 10 cartelle, esclusa la bibliografia, di casi caratterizzati dalla originalità , dallâ interesse clinico e dalla novità scientifica.
Comunicazioni brevi
La Rivista pubblica brevi rapporti, di lunghezza non superiore a 3 cartelle, relativi a studi clinici e sperimentali di particolare interesse ancora in fase di esecuzione.
Norme bibliografiche
A ogni voce bibliografica riportata al termine del lavoro dovrà corrispondere un riferimento numerico nel testo. Es.:  Sono state messe in evidenza, nella depressione endogena, modificazioni del ritmo circadiano del cortisolo (12-14) e mancata risposta al test di soppressione al desametasone (15,16)». Le voci bibliografiche vengono riportate alla fine dell’articolo nel loro ordine progressivo di citazione nel testo, a prescindere dallâ ordine alfabetico. Per quanto riguarda gli articoli pubblicati in riviste, la relativa voce bibliografica deve essere riportata nel modo seguente:
- Cognome dellâ Autore e iniziale del nome senza punto. Nel caso di pi Autori, fino a sei vanno riportati tutti i cognomi e le iniziali del nome di ciascuno; dal settimo si aggiunge la dicitura et al.
- titolo della articolo.
- titolo della rivista, abbreviato secondo le norme dell'Index Medicus.
- nellâ ordine, anno di pubblicazione, numero del volume, pagina iniziale e pagina finale.
Es.: Rizzolatti G, Craighero L. The mirror-neuron system. Annu Rev of Neurosci 2004; 27: 169-92.
Per quanto riguarda la citazione di libri, la relativa voce bibliografica deve essere cosà riportata:
- Cognome dellâ Autore e iniziale del nome. Nel caso di più Autori, fino a sei riportare cognome e iniziale del nome di ciascuno; dal settimo
si aggiunge la dicitura et al. Se il libro à costituito dal contributo di più capitoli di autori diversi, indicare, tra parentesi (a cura di) o (ed/eds).
- titolo del libro.
- città : casa editrice, anno.
Es.: Cloninger CR. Feeling good: the science of well-being. New York: Oxford University Press, 2004.
Per quanto riguarda la citazione di capitoli in libri, occorre indicare nel seguente ordine:
- Cognome e iniziale del nome dellâAutore o degli Autori del capitolo citato.
- titolo del capitolo.
- cognome e iniziale del nome dellâ Autore o degli Autori che hanno curato il volume, seguiti dalla dicitura (a cura di) o (ed/eds) tra parentesi.
- titolo del libro.
- città : casa editrice, anno.
Es.: Searle J. The Self. In: Searle J (ed). Mind: a brief introduction. New York: Oxford University Press, 2004.
Figure, grafici e tabelle
Devono essere numerati in ordine progressivo con numeri arabi, indicando nel testo, fra parentesi tonde, la loro collocazione.
Riassunti
Per ogni articolo lâ Autore deve allegare un riassunto in italiano, di lunghezza non superiore alle 250 parole divise in 4 sezioni: scopo, metodi, risultati, discussione e relativa traduzione inglese (essendo la rivista indicizzata su Medline), comprensivo anche della traduzione del titolo del lavoro e delle parole chiave in italiano e in inglese.
Manoscritti
Ogni lavoro deve riportare i nomi degli Autori per esteso, lâ Istituto di appartenenza e lâ indirizzo completo di un Autore di riferimento per la corrispondenza. La Redazione si riserva il diritto di apportare modificazioni al testo dei lavori e ai relativi riassunti, le variazioni che essa ritenga opportune ed eventualmente ridurre il numero delle illustrazioni. I lavori inviati per la pubblicazione devono essere spediti alla Redazione della rivista, preferibilmente utilizzando la posta elettronica: Il Pensiero Scientifico Editore Via Bradano 3/c, 00199, Roma E-mail: ml.rossi@pensiero.it tel. 06.86282335. Per l’invio tramite posta ordinaria, à necessario allegare alla versione cartacea il formato digitale su CD-Rom.
Ãpossibile richiedere alla Redazione, a pagamento, la stampa o il PDF dell’estratto del proprio articolo.
I manoscritti non pubblicati non si restituiscono.
INSTRUCTIONS TO AUTHORS Rivista di psichiatria publishes original contributions in any field concerned with psychiatry, including psychosomatics, psychoneuroendocrinology, psychoneuroimmunology, psychodynamics, cybernetics and informatics relating to psychological processes or diseases, psychiatric epidemiology, and genetics, biochemistry, pharmacology, nosography and treatment of psychiatric disorders, in order to contribute to the advancement of psychiatric and other related sciences. Papers published in this journal may be either reviews of major interest or original studies.The latter may be clinical or experimental and should be of sufficient sample size to guarantee appropriate statistics. Studies with poor statistics will be rejected. Single-case studies will be accepted only if the case described is of particular interest and is preceded by a thorough review of the possible mechanisms leading to the described clinical picture.Writing style should be as concise and clear as possible. It is implicit that every submitted manuscript contains original work not elsewhere submitted or published. By submitting a manuscript, the author(s) transfer their Copyright to the Publisher. Papers should be mailed to: ml.rossi@pensiero.it
The manuscript should be accompanied by a letter of transmittal to the Editor.This letter should be signed by the author for correspondence and should bear the author’s complete address and institution.
Rivista di psichiatria publishes reviews, original articles and short communications. Papers should be written in Italian or English. Short summaries in both Italian and English, not exceeding fifteen lines each, should be provided (the title of the paper should also be translated); with key words that should be given in both Italian and English. The paper should bear the name(s) and affiliation(s) of the author(s), as well as a footnote with the address of the author for correspondence, to whom reprint requests should be made. References should be given for every possibly controversial statement. Figures and Tables should be essential to the comprehension of the text; redundant Figures and Tables are to be avoided.
Reviews This will accept one review per number. The paper should be divided into sections as the author considers appropriate. The suggested number of pages (excluding Tables, Figures and References) is about 20.The paper should be thoroughly referenced. Original articles. In this section, clinical and/or experimental papers of psychiatric interest are published. Generally, paper in this section should be subdivided into the following clearly indicated sections: Introduction,Materials (or Subjects) and Methods, Results,Discussion, Conclusions, References. Each section may be further subdivided into sub-sections (for example, Aims, Statistical analysis, Psychometric tests, etc.). Suggested paper length, excluding Tables, Figures and References, is 15 pages. Brief communications. In this section, work in progress (preliminary results or rapid communications of particular interest) as well as case-studies may be included. Suggested papaer length (excluding Figures,Tables and References) is three pages.
References
References should be progressively cited in the text and reported under the heading References according to the following examples.
Paper in a journal: Turin A, Johnson WG. Biofeedback for migraine headaches. Arch Gen Psychiatry 1976; 33: 571-89.
Chapter in an edited book: Lader M. Psychophysiological parameters and methods. In: Levi L (ed) Emotions-Their parameters and measurement. New York: Raven press, 1975.
Book or monograph: Guidano V, Liotti G. Cognitive processes and emotional disorders. New York: The Guilford press, 1983.
Abstract in a book of abstracts: Chapman DP. Promoting condom use among college students. Abstract presented at the 144th Annual Meeting of the American Psychiatric Association, New Orleans, LA, USA, 11-16 May, 1991, New Research Program and Abstracts, Abstr. No. NR123, p. 77. Unpublished material should be quoted with the author(s) name within the text as personal communication and should not be given a reference number. Manuscripts not yet published but accepted for pubblication should be cited normally and bear every available information followed by in press.
Figures and drawings Figures should be referred to in the text progressively and givenArabic numerals.Their approximate place within the text should be indicated by: (Fig. X). Original figures and drawings should be glossy prints (all photographs) or drawn in black ink on white paper with large lettering to allow for reduction (drawings). Every figure should bear figure number, authors and manuscript title, and the indication TOP at the top of the rverse side of the glossy print or drawing, marked with a pencil. For all figures, separate legends should be provided on a separate sheet.
Tables They should be numbered in Arabic numerals and provided with a short descriptive title.Their approximate place within the text should be indicated by: (Table X). Every table should be provided on a separate sheet.
One set of proofs will be sent back to the author for correction of possible errors.No alteration of substance to the text, tables or legends, or figure substitution will be allowed. Manuscripts not accepted for pubblication will not be mailed back to the author(s). |
Editorial Board
Editoriale Pietro non c’è più Pietro is departed GIUSEPPE BERSANI Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica, Sapienza Università di Roma Rivista di psichiatria, 2010, 45, 2 69 Nella primavera del ’74, quando per la prima volta varcai le colonne della “Neuro”, era già lì, si diceva da molti anni. E su di lui già si favoleggiava, già si incrociavano una serie di leggende metropolitane, tutte infondate o comunque completamente non verificabili, confuse in quell’alone di “mistero” che circondava ogni aspetto della sua figura, a cominciare da dove si materializzasse al mattino e dove svanisse la sera…“È uno schizofrenico su cui sono stati effettuati esperimenti di lobotomia”, ma chi conosce i pazienti schizofrenici sa bene quanta diversità separasse la sua arguta empatia e la sua subdola ironia dall’appiattimento anaffettivo e dalla diffidente permalosità di questi;“È un oligofrenico messo qui dalla generosità di un precedente Direttore…”, ma chi conosce gli oligofrenici sa bene quanta differenza li separasse dalla sua intuitività acuta, dalla sua percettività subliminare, dalla sua battuta sarcastica… ; “È il figlio segreto di un vecchio professore…”, “È ricchissimo e mantiene chissà dove una famiglia di chissà quanti figli…”,“Arriva ogni mattina da Napoli in treno e la sera riparte…”. Immagini, fantasie, proiezioni su di un personaggio che per tanti anni ha rappresentato una delle figure più “famose” della Clinica delle Malattie Nervose e Mentali del Policlinico Umberto I, ben più noto della maggioranza degli illustri accademici, dei grandi clinici, della miriade di medici, studenti, operatori che si avvicendavano nel passaggio sotto le colonne. “C’è sempre il parcheggiatore matto alla Neuro?” è stata la domanda che tante volte ci è stata rivolta tra ammiccamenti ironici, doppi sensi, sorrisetti benevoli. Era presente lì ogni giorno, in ogni stagione, con ogni tempo, riempiendo con la sua frenetica irrequietezza, con il suo continuo parlottare, spazi e suoni di Viale dell’Università, una sorta di “colonna sonora” della Neuro… Poi per qualche mese aveva cominciato a mancare per dei periodi, a ricomparire, a scomparire di nuovo. Ma adesso, dopo forse oltre un anno di “sospensione”, quasi di negazione, dobbiamo arrenderci all’evidenza della realtà. Pietro non c’è più. Ripercorrendo il ricordo dell’ultimo anno precedente la sua “scomparsa”, dobbiamo adesso riconoscere quello che non abbiamo avuto l’attenzione, o il coraggio, di vedere. Le sue ripetute assenze, il suo evidente dimagrimento, il suo colorito giallastro, il suo affanno, il suo rimanere a lungo seduto sulle sedie in legno dell’ingresso avrebbero dovuto da tempo farci riconoscere i segni di una debolezza fisica e di una malattia avanzante che ha forse avuto ormai il suo esito. Ma anche la sua assenza, sotto silenzio, graduale, non ufficialmente sancita, si trova avvolta nel “mistero” che accompagnava la sua presenza… Nessuno sa se sia veramente deceduto, né quando, né dove. Non c’è più e basta. E per chi per oltre 30 anni lo ha incontrato, salutato, dribblato, ha ascoltato i suoi richiami, è sfuggito alle sue richieste, ha reagito con divertimento o con fastidio alla sua invadenza, il silenzio della sua assenza, se ci si ferma solo un attimo ad ascoltarlo, diventa fragoroso. E tornano in mente ricordi, flashback, immagini, battute che nell’apparente impenetrabilità del contatto con la persona ne costituivano in realtà la natura stessa della relazione. “Mille lire!”, poi negli anni regolarmente rivalutate ad un euro, ed era difficile non dargli almeno le monete che avevi in tasca, non troppo poche però, per non essere a nostra volta oggetto di una sua più generosa offerta. “Che mi regali? La penna!”. “I vigili!”, le sue irruzioni in consigli di Istituto, di Specializzazione, etc. “Mi ami…? Un bacio...! Mi sposi…?, a tutte le colleghe, indipendentemente da età e ruolo, spesso più diBersani G. Rivista di psichiatria, 2010, 45, 2 70 vertite di quanto non fossero per opportunità costrette ad apparire. “Fatte sposa’!”, davanti ad ogni forma di effusione tra medici, studenti, passanti…: “Professore, le porto la borsa!”, davanti agli occhi esterrefatti del tassista che si chiedeva intimidito chi avesse trasportato. Tante espressioni argute di un’intuizione attenta ed ironica, benevola o tagliente, “Ti sei ingrassata!”, ma sempre aderente alla vera realtà delle situazioni…“ Ti sei fatto vecchio...!”. Un incontro inevitabile, una forca caudina sotto la quale eravamo quasi sempre, in fondo, al di là delle reazioni d’ufficio, tutti contenti di passare… E adesso che il silenzio delle persone ed il rumore della vita ordinaria hanno riconquistato i gradini e le colonne della Neuro, noi che per anni lo abbiamo tutti i giorni incontrato dovremmo forse fare un modesto proponimento. Quando, chissà quando, chissà dove, chissà come, prevederemo che sia arrivato il momento di rincontrarci, dovremmo fare come gli antichi, che si facevano calare nella tomba con una moneta in mano. Non per pagare oboli a traghettatori o placare divinità degli inferi. Un gesto di rito, un atto dovuto. Una sola moneta. Rigorosamente da un euro. Per darla a Pietro.
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