期刊名称:RIVISTA DI PSICOANALISI
期刊简介(About the journal)
投稿须知(Instructions to Authors)
编辑部信息(Editorial Board)
About the journal
Nel 1932 Edoardo Weiss fonda e dirige a Roma la Rivista Italiana di Psicoanalisi, bimestrale «Organo ufficiale della Società Psicoanalitica Italiana», costituitasi nel 1925. La pubblicazione ebbe vita breve, essendo stata chiusa due anni dopo dalle autorità fasciste, su pressione delle gerarchie ecclesiastiche, dopo quattordici fascicoli, gli ultimi due dei quali nemmeno poterono essere distribuiti.
Nel 1954, otto anni dopo la ricostituzione della Società Psicoanalitica Italiana, è fondata a Milano la Rivista di Psicoanalisi, che l’anno successivo inizia le pubblicazioni quadrimestrali sotto la direzione di Cesare L. Musatti, cui si sono susseguiti nell’incarico Francesco Corrao, Franco Fornari, Eugenio Gaddini, Glauco Carloni, Giovanni Hautmann, Roberto Tagliacozzo, Antonio A. Semi, Pier Luigi Rossi, Agostino Racalbuto, Patrizio Campanile.
In questa seconda versione, nel Cd-rom sono contenuti i testi integrali degli articoli pubblicati sulla Rivista Italiana di Psicoanalisi dal 1932 al 1934 e sulla Rivista di Psicoanalisi dal 1955 al 2007. Vi sono stati aggiunti anche i fascicoli dal 2000 al 2007 nel formato PDF, del tutto corrispondenti allo stampato.
Instructions to Authors
È il 1932 quando Edoardo Weiss fonda la Rivista di Psicoanalisi come organo ufficiale della Società Psicoanalitica Italiana.
Triestino, Weiss (1889-1970), che ha vissuto a Vienna per i suoi studi di medicina, si è avvicinato da tempo alla psicoanalisi facendone esperienza personale con Paul Federn. Già nel 1913 scrive il suo primo articolo di psicoanalisi sulle pagine della Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse di Vienna in cui annuncia la sua associazione alla Società Psicoanalitica Viennese. Nel 1922, con Marco Levi Bianchini, partecipa al VII Congresso Psicoanalitico Internazionale: sono i primi italiani. Dieci anni dopo, nel 1932, fonda la Rivista Italiana di Psicoanalisi. Nello stesso anno, con una lettera del 24 aprile 1932, annuncia a Freud la fondazione della Società Psicoanalitica Italiana.
Della Rivista Italiana di Psicoanalisi. Organo ufficiale della Società psicoanalitica italiana, diretta da E. Weiss, i primi redattori sono Musatti (Padova), Banissoni, N. Perrotti e Servadio (Roma), Dalma (Fiume).
La Rivista ha all’epoca vita breve perché già nel 1934 il fascismo non rinnova il permesso per la pubblicazione.
Quattro anni dopo, nel 1938, per effetto delle leggi fasciste viene sciolta anche la Società Psicoanalitica Italiana – che nel 1936 era stata riconosciuta dall’International Psychoanalytical Association (I.PA.) come società componente – in quanto Società affiliata ad una Società internazionale. Anche in Italia, durante il periodo fascista, alcuni analisti sono vittime di persecuzioni razziali e costretti ad emigrare.
Solo dopo la guerra e la caduta del fascismo, nel 1955, riprendono le pubblicazioni della Rivista, questa volta ad opera di Cesare Musatti, con il titolo di Rivista di Psicoanalisi.
Sono quindi da allora cinquant’anni di pubblicazione.
L’attività della SPI riprende nel 1946. All’epoca spiccano le figure di Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Emilio Servadio e Alessandra Tomasi di Lampedusa che contribuiscono, anche in seguito, alla divulgazione e al progresso clinico-teorico della psicoanalisi.
La Rivista rinasce per iniziativa del gruppo milanese e soprattutto di Cesare Musatti che qualche anno prima aveva sostenuto la polemica col filosofo Antonio Banfi a proposito del significato scientifico e storico della psicoanalisi nella cultura del primo Novecento. Non era questo il solo attacco che il gruppo dei pionieri aveva dovuto fronteggiare. L’episodio va solo ricordato come emblematico per tratteggiare il clima entro cui prende forma l’iniziativa della Rivista.
Le sue trasformazioni rappresentano e documentano quelle della Società Psicoanalitica Italiana. Cambiamenti che si formalizzano anche in modifiche dello Statuto e dell’assetto societario nel 1961, nel 1974 ed infine nel 1992.
L’ultimo Statuto stabilisce l’assetto attuale della SPI (che conta oggi oltre 700 Soci e più di 250 Candidati e che per numero di componenti è la seconda Società in Europa) ed in particolare della Rivista, presupposto di ulteriori trasformazioni.
LE TRASFORMAZIONI
Nella storia della Rivista dal ’54 in poi possiamo distinguere tre fasi: 1) La fase pionieristica; 2) La fase istituzionale; 3) La fase dell’autonomia direttiva e scientifica.
La fase pionieristica (1955-1971)
– Dal 1954 al 1970 la Rivista viene pubblicata dalla Editrice Universitaria di Firenze. In questo primo periodo domina la figura di Cesare Musatti che ricopre per più di tre lustri la carica di direttore e, parallelamente, di presidente della Società. Direzione e redazione hanno la loro sede presso l’Istituto di psicologia dell’Università di Milano (il cui direttore è Musatti). Condirettori della Rivista sono Nicola Perrotti, Alessandra Tomasi di Lampedusa ed Emilio Servadio. Nel ’62 al posto di Servadio subentra Pietro Veltri.
– Dal 1955 al 1962 nella redazione compaiono i nomi di Franco Angelini (Roma), Benedetto Bartoleschi (Roma), Maria Elvira Berrini (Milano), Egon Molinari (Bologna), Giancarlo Zapparoli (Milano), Lydia Zaccaria Gairinger (Roma).
– Dal 1963 al 1964 i condirettori compaiono in un comitato consultivo e Veltri, collaboratore di Musatti, figura come redattore capo. Nel comitato di redazione entrano Giovanni Hautmann (Firenze) e Ignazio Majore (Roma).
– Nel 1965 anno XI n. 1 col mutamento della veste editoriale, al direttore (Musatti) e al comitato consultivo (Nicola Perrotti, Alessandra Tomasi di Lampedusa ed Emilio Servadio) si affianca un Comitato di redazione composto da Eugenio Gaddini (Istituto Romano di Psicoanalisi), Roberto Tagliacozzo (Istituto di Psicoanalisi di Roma), Pietro Veltri (Istituto di Psicoanalisi di Milano).
La direzione resta presso l’Istituto di psicologia, ma la redazione è spostata presso l’Istituto milanese di psicoanalisi con sede in Via Corridoni 1, dove rimarrà fino alla pubblicazione del numero unico del 1970.
– Col 1971, dopo la morte di Perrotti e Weiss, scomparsi entrambi nel 1970, la Rivista inizia una serie redatta secondo una nuova strutturazione. Ogni fascicolo viene curato da uno specifico gruppo redazionale sotto forma di monografia dedicata ad un particolare problema clinico, teoretico o applicativo d’interesse psicoanalitico (vedi Avvertenza in Rivista di Psicoanalisi XVII 1971). Il numero del 1971 curato dall’Istituto milanese di psicoanalisi, è dedicato al tema «Psicoanalisi delle istituzioni psichiatriche».
La fase istituzionale (1972-1994)
È caratterizzata dall’istituzionalizzazione della Rivista garantita dall’assunzione della carica di direttore da parte del presidente della SPI e dalla partecipazione di tutto l’esecutivo alla sua conduzione.
L’istituzionalizzazione coincide con la fase di transizione del gruppo dirigente della SPI e con la crescita professionale ed organizzativa di tutta la Società.
È Francesco Corrao che inizia il secondo ciclo. La redazione è spostata a Roma ed è composta da Eugenio Gaddini (redattore capo e vicepresidente della SPI), Pietro Bellanova (segretario di redazione e segretario della SPI) e da Sergio Bordi, Giuseppe Di Chiara, Stefano Fajrajzen, Eugenio Gaburri, Bianca Gatti, Adriano Giannotti, Giovanni Hautmann, Francesco Licenziati e Luciana Nissim. Partecipano di diritto al comitato direttivo Pier Paolo Masciangelo, anche lui eletto vice presidente della SPI, e Glauco Carloni, Tesoriere della SPI.
Il numero del 1972 (sono gli anni della contestazione del ’68) è dedicato al tema dell’aggressività.
Corrao nell’editoriale sottolinea il mutamento direzionale e redazionale motivandolo con la riattualizzazione del carattere di organo ufficiale della SPI che assume la Rivista. Esprimendo gratitudine verso Cesare Musatti, fondatore e conduttore fino allora della Rivista, il nuovo direttore assicura che manterrà in continuità l’orientamento freudiano [in questi anni – nel 1980 – si concluderà l’edizione delle opere di Freud curata da Musatti e iniziata nel 1966 con la pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni ad opera di Elvio Fachinelli], ma aggiunge che la Rivista sarà anche aperta e ospiterà contributi non solo classici, ortodossi o di valore storico, ma anche quelli più recenti, innovatori o eccezionali, purché rispondano ai criteri di scientificità freudiana.
Nel corso della presidenza-direzione di Eugenio Gaddini, la Rivista cambia editore e viene data alle stampe dal romano Il Pensiero Scientifico Editore. Negli anni a seguire l’edizione passa prima a Ghedini e successivamente a Borla (1990), per i cui tipi continua tuttora a pubblicare.
La Rivista rimane quadrimestrale fino al 1980 divenendo poi trimestrale. Dal 1988 al 1993 esce in edizione bilingue (italiano e inglese).
Questa che abbiamo chiamato fase istituzionale ha il suo termine nel 1992 (Redattore Capo è Alberto Meotti), negli anni della presidenza di Giuseppe Di Chiara, quando, per effetto del nuovo Statuto della SPI, i due uffici (di direttore e presidente) vengono distinti.
Sono anche gli anni in cui riprende le pubblicazioni Psiche, l’altra rivista della Società Psicoanalitica Italiana.
La fase dell’autonomia direttiva e scientifica (1993-2004)
Il nuovo Statuto della SPI istituisce la figura di Direttore della Rivista di Psicoanalisi, distinta da quella di Presidente della Società. Anche il suo Direttore viene eletto dall’Assemblea dei soci ed è membro dell’Esecutivo della SPI. La Commissione Scientifica della Società assume la funzione di Garante della scientificità e del pluralismo teorico. È una trasformazione che istituisce, infatti, un’autonomia editoriale per una rivista che rimane organo ufficiale della Società.
Questa fase ha inizio col terzo numero del 1993. La direzione della Rivista e la sua trasformazione sono affidate ad Antonio Alberto Semi. Gli succederà, col secondo numero del 1997, Pier Luigi Rossi che dirigerà la pubblicazione fino alla comparsa del n. 1 del 2003. Col n. 2 del 2003 assume la direzione della Rivista Agostino Racalbuto, a cui succede, dopo la sua repentina scomparsa, dal n. 2 del 2005 Patrizio Campanile.
Con Semi, Redattore Capo è Pier Luigi Rossi. Quando questi viene eletto Direttore, Redattore Capo diventano prima Giuseppe Berti Ceroni e poi (dal n. 1 del 1998 al n. 2 del 2005) Patrizio Campanile.
Le trasformazioni sono segnalate anche dai successivi cambiamenti della veste grafica. I primi cambiamenti cominciano col primo numero del 1993. Della Redazione, a coadiuvare Antonio Alberto Semi, fanno parte: Pier Luigi Rossi (allora nella veste di Segretario di Redazione), Francesco Barale, Cono Aldo Barnà, Giuseppe Berti Ceroni, Partenope Bion Talamo, Giovanni De Renzis, Emma Gioia Piccioli, Lucio Russo, Lucio Sarno, Michele Sforza, Adamo Vergine. Presentando il nuovo numero la Redazione scrive: «La Rivista di Psicoanalisi si presenta da questo numero con alcune modificazioni, prime espressioni concrete di un ripensamento che la Società Psicoanalitica Italiana e la Redazione della Rivista hanno da tempo avviato. [ … ] Cercheremo di rendere la Rivista di Psicoanalisi uno strumento sempre più utile di diffusione e di avanzamento della elaborazione teorica, tecnica e clinica della psicoanalisi ed anche uno strumento di partecipazione al dibattito scientifico e culturale attuale.
La Redazione negli anni si trasforma; ne vengono a far parte, subentrando progressivamente ai precedenti, Bruno Roello (dal 3/93), Patrizio Campanile e Giana Petronio Andreatta (dal 3/95), Basilio Bonfiglio (dal 4/95), Lidia Leonelli Langer, Alberto Luchetti, Leonardo Luzzatto e Viviana Savoia (dal 3/96), Cecilia Albarella, Paola Molone e Marina Parisi (dal 1/97), Paola Camassa (dal 1/98), Alessandra De Marchi (dal 1/2001), Andrea Braun ed Amedeo Falci (dal 4/01), Enrico Mangini (1/04).
Con la Direzione di Agostino Racalbuto, il gruppo di lavoro è così formato: Patrizio Campanile (Redattore Capo), Cecilia Albarella, Andrea Braun, Alessandra De Marchi, Amedeo Falci, Lidia Leonelli Langer, Alberto Luchetti, Enrico Mangini, Paola Molone, Marina Parisi. La Redazione è affiancata da un Comitato di lettura (costituito da psicoanalisti) per la valutazione dei contributi che vengono proposti per la pubblicazione. È prevista inoltre la collaborazione di un gruppo di collaboratori: Felice Cimatti (filosofia della mente e del linguaggio), Francesca Giusti (antropologia), Paola Golinelli, l’unica psicoanalista di questo gruppo (psicoanalisi ed arte), e Nestore Pirillo (storia della filosofia).
Con la direzione di Patrizio Campanile si rinnova il gruppo di lavoro. Redattore Capo diventa Alberto Luchetti. I redattori, ognuno responsabile di una sezione della rivista, sono Andrea Braun, Paola Camassa, Alessandra De Marchi, Ronny Jaffe, Enrico Mangini, Anna Meregnani, Marina Parisi, Diomira Petrelli.
Se si fa un confronto tra le note editoriali di Musatti e Corrao per quanto riguarda il passaggio dal primo al secondo ciclo, e quelle di Semi, di Rossi e di Racalbuto emerge una medesima attenzione e preoccupazione, anche se manifestate con linguaggi e orizzonti differenti, rivolte alla molteplicità delle psicoanalisi e al nuovo.
Sia Musatti che Corrao sottolineano come impegno del nuovo ciclo la collaborazione e una riflessione dialettica tra gli analisti. Corrao, nel fascicolo del 1972, prevede la possibilità di pubblicare dibattiti sia su argomenti specializzati che su temi culturali attuali d’ordine epistemologico o ideologico. Il tema della violenza (siamo nell’Italia del 1972), cui è dedicato quel numero, diventa esemplificativo della ricerca analitica rivolta allo studio di un fenomeno considerato nel suo fondamento istintuale e nelle sue modalità espressive.
L’«apertura» della rivista è segnalata dalla pubblicazione complessiva che parte dai lavori di Weiss, Servadio e Perrotti degli anni ’50 i quali riecheggiano, scrive Corrao, più da vicino l’intonazione della ricerca freudiana e giungono a due contributi recenti, quelli di Lussana e Gaddini, che allargano, scrive Corrao, l’estensione della prospettiva ed indicano nuove articolazioni concettuali e certe variazioni stilistiche.
Diversamente articolata, questa posizione si ritrova vent’anni dopo con Semi.
L’assunzione della molteplicità delle scritture psicoanalitiche, che è il tema cui è dedicato il numero conclusivo dell’annata 1994 della Rivista, ne legittima l’evolversi verso una forma editoriale più complessa, che dovrà rispecchiare sia i vari livelli e tipi di scritture psicoanalitiche sia la complessità della psicoanalisi come pratica e come riflessione teorica.
Quel numero della Rivista resterà emblematico e significativo successo avrà la pubblicazione di una parte dei contributi che vi comparivano in un volume edito a Londra, pubblicazione di Karnac Books (curata da Emma Piccioli, Pier Luigi Rossi e Antonio Alberto Semi), per la Rivista di Psicoanalisi.
Nell’editoriale che apre il n. 2 del 1997 Pier Luigi Rossi sottolinea la continuità con la strada intrapresa da Semi al fine di riconquistare scientificamente territori ampiamente ceduti. Esemplare di questo obiettivo è la sezione affidata a Cecilia Albarella, «Intersezioni», che apre la Rivista – sono parole di Rossi – alla collaborazione di studiosi esterni al «convento psicoanalitico».
L’obiettivo di Racalbuto, come è evidente dal suo editoriale, è quello di integrare pienamente la Rivista di Psicoanalisi nel dibattito scientifico internazionale.
Costruendo frontiere mobili, agili, flessibili, tra tecnica, clinica, teoria e Kultur, il nuovo direttore progetta tra i diversi saperi una dialettica e un rapporto che consentano un’apertura non di una o più sezioni, ma di tutta la Rivista, dagli articoli alle recensioni, senza pregiudizi di parte o di scuola.
La sfida che il nuovo direttore lancia a collaboratori interni ed esterni è quella dei contributi transdisciplinari. Quest’orizzonte viene motivato con l’intento di offrire una visione non riduttiva della psicoanalisi e con l’intento di cogliere nel rapporto tra dimensione clinica, letteratura, arte, miti, scienze biologiche e pensiero filosofico, l’essenza stessa della psicoanalisi.
Editorial Board Fondata da Edoardo Weiss
Direttore Patrizio Campanile
Redattore capo Alberto Luchetti
Redattori Andrea Braun Paola Camassa (esempi perspicui) Nelly Cappelli (recensioni) Alessandra De Marchi (riviste straniere) Enrico Mangini (storia della psicoanalisi) Anna Meregnani (editing traduzioni) Marina Parisi (note storico-critiche) Diomira Petrelli (la stanza del dibattito)
Segretaria editoriale Giulia Vicentini tel. e fax 055/29.03.77
Redazione Via Panama, 48 - 00198 Roma tel. 06/854.67.16 - fax 06/85.86.53.36 e-mail: informazioni e comunicazioni: info@rivistapsicoanalisi.it invio articoli: redazione@rivistapsicoanalisi.it invio recensioni: recensioni@rivistapsicoanalisi.it invio cronache: cronache@rivistapsicoanalisi.it
2005 Rivista di Psicoanalisi Societ Psicoanalitica Italiana ISSN 0035-6492
Comitato di lettura Angelo Battistini, Giuseppe Berti Ceroni, Michele Bezoari, Luigi Boccanegra, Franco Borgogno, Walter Bruno, Francesco Carnaroli, Claudia Cionini Ciardi, Andreina Cerletti Scotti, Domenico Chianese, Roberto Contardi, Silvia Corbella, Angelique Costis, Patrizia Cupelloni, Eleonora Cutaia, Franco De Masi, Antonio Di Benedetto, Paolo Fabozzi, Fausta Ferraro, Lucia Fig?Talamanca, Manuela Fraire, Giovanni Foresti, Eugenio Gaburri, Patrizia Gammaro Moroni, Celestino Genovese, Giovanna Giaconia, Gilberto Maccari, Mauro Manica, Antonietta Mescalchin, Daniela Moggi Fici, Gina Mori Ferrara, Claudio Neri, Jole Oberti, Gabriele Pasquali, Giuseppe Pellizzari, Fausto Petrella, Maria Ponsi, Daniela Rao Camemi, Pier Luigi Rossi, Lucilla Ruberti, Irene Ruggiero, Antonio Alberto Semi, Franco Scalzone, Luigi Solano, Carla Zennaro
Collaboratori Felice Cimatti (filosofia della mente e del linguaggio) Francesca Giusti (antropologia) Paola Golinelli (psicoanalisi e arte) Francesco Napolitano (esempi perspicui) Nestore Pirillo (storia della filosofia)
Webmaster e programmazione Carlo Ercole
Progetto Grafico SAGP grafica e pubblicit Roma sagp@tin.it
Direttore Responsabile Vincenzo D扐gostino
Amministrazione Edizioni Borla s.r.l. 00165 Roma - via delle Fornaci, 50 Tel. 06/39376728 - Fax 06/39376620 P.IVA 01059951002 - ccp 23580004 www.edizioni-borla.it borla@edizioni-borla.it
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